Gioacchino Pagliaro: “Aiutarsi con la meditazione tibetana”. Il direttore di Psicologia Ospedaliera dell’Ausl di Bologna ha creato “ArmoniosaMente”, un percorso per le pazienti oncologiche. Per imparare a gestire le difficoltà di tutti i giorni.
La meditazione è una pratica antichissima, arrivata in Occidente verso la fine degli anni Sessanta. Fin dall’inizio è stata associata alla cultura di contestazione degli Hippy o ad altri stereotipi, come quelli che la indicano come una pratica legata alla religione o usata per estraniarsi dal mondo. Ma la meditazione non è nulla di tutto questo. Che cosa sia in realtà e come possa aiutare i pazienti oncologici ad affrontare meglio il difficile momento della diagnosi, delle cure e dei controlli ce lo spiega Gioacchino Pagliaro, Direttore dell’Unità Operativa di Psicologia Ospedaliera del Dipartimento Oncologico dell’Ausl di Bologna.
L’arte della meditazione. “Meditare significa sviluppare una forma di consapevolezza che aiuta ad essere più presenti a se stessi in ogni azione che si compie”, racconta Pagliaro: “Non è certo, quindi, un ritiro dalla realtà quotidiana, né una particolare forma di riflessione, come spesso si crede. Riflettere su un problema è una cosa, meditare è un’altra. E per farlo è necessario un addestramento che insegni come fermare la concentrazione su un oggetto preciso o su un atto, come respirare, e che ha come primo obiettivo quello di liberarci dal lavorio mentale: il flusso dei pensieri, delle preoccupazioni, delle tensioni, degli stati mentali nocivi”. …
– Da la.repubblica.it del 18 giugno 2013, leggi tutto l’articolo di Tiziana Moriconi …